Rieccomi qui in questa sezione, un po’ introspettiva, che cambia ed evolve con me. Grazie di essere di nuovo qui a leggere questi articoli più personali. Spero di farti vedere aspetti che non conosci o più semplicemente che non avevi preso in considerazione pur conoscendoli.
In realtà stavo scrivendo un altro articolo di questa sezione, ma ho deciso di scrivere questo e abbandonare l’altro perché sono stato ispirato maggiormente da un libro che ho appena finito di leggere e che trovo sia uno dei migliori che io abbia letto negli ultimi mesi. E’ un libro di quelli che mi piace leggere negli ultimi anni, arrivato a 40 anni. Sarà l’età, sarà il percorso di vita, questo non lo so, ma i libri che riguardano la psicologia mi attirano sempre di più. E quindi eccomi qui a parlarne, in modo assolutamente soggettivo e senza la pretesa di essere una critica da esperto. Ma bando alle ciance e parliamo, o meglio, ti parlo di questo libro che ti consiglio assolutamente di leggere se sei “intrappolato” da troppo tempo in una decisione importante: continuo o mollo?. Il libro è “Lascia perdere” di Annie Duke, così almeno sai di che libro stiamo parlando.
Un libro trovato per caso
Ma torniamo a noi e partiamo dal principio, cioè come ho trovato questo libro. Purtroppo devo darti una prima delusione perché non mi ricordo assolutamente come lo abbia trovato. Forse è lui che ha trovato me, come afferma qualcuno a proposito dei libri. Fatto sta che alle volte non leggo per mesi, mentre poi succede qualcosa e leggendo qua e là trovo l’ispirazione come in questo caso. Anche questo credo sia naturale per la maggior parte di persone. Non credo che finito un libro si sappia già cosa leggere; almeno per me non è così. Varia in base alla stagione o al periodo dell’anno, al tipo di lavoro che svolgo in quel periodo, alla salute fisica, alla voglia di sfruttare il tempo per altri hobby (vedi moto e mountain bike nel mio caso, solo per citare due delle mie passioni).
Comunque questo è uno di quei libri, scoperti per caso, che dovrò rileggere ogni tanto. Mi ha attirato il titolo con un paio di guantoni appesi al chiodo, poi ho letto la trama e chi è l’autrice ed è scattata la scintilla. Io che dalla seconda parte della mia vita lotto perennemente con il “lascia perdere” e vado sempre avanti come un bulldozer, leggere quelle parole mi ha toccato nel profondo e ho voluto leggerlo come sfida per smontare alcune mie credenze su obiettivi e produttività che mi accompagnano da un po’ di anni ormai.
La trappola dell'Everest e lo "spreco"
Non so se riuscirò a citare correttamente i vari esempi che l’autrice fa nel libro, ma vorrei condividere con te quello che hanno significato per me le parole che ho letto. A partire dalla scalata dell’Everest in cui decine di persone continuano a perdere la vita per raggiungere un obiettivo forse più grande di loro. O per lo meno che non riescono a decidere in tempo di “lasciare stare” e purtroppo perdono la vita. Che è sicuramente il sacrificio massimo che si può affrontare per raggiungere un obiettivo. Ho visto il relativo film, ovviamente intitolato Everest, che ti invito a guardare, ma ti avviso che è drammatico e anche io che mi definisco un orso, ho pianto. E non mi vergogno a scriverlo qui. Siamo tutti più o meno sensibili e io per certe cose, per fortuna, riesco a emozionarmi davvero.
Parentesi emozionale a parte, il punto è che mi sono ritrovato spesso a inseguire “vette” inarrivabili solo perché non volevo mollare. Perché avevo investito energia, tempo e soldi anche per diverso tempo e mollando pensavo di aver sprecato tutto. Invece l’autrice mi ha fatto rivalutare il concetto di spreco che dovrebbe essere riferito al futuro e non al passato. E ti assicuro che questo cambio di prospettiva ti cambia notevolmente l’idea che hai di “spreco”. Cerco di spiegarmi meglio: quello che hai investito in termini di tempo, denaro ed energie non può tornare (forse il denaro sì ed è quello che ci si augura sempre, ma non è questo il punto). O meglio, se persegui un obiettivo vuol dire che ti sei fissato un traguardo che ti renderà fiero e soddisfatto una volta raggiunto, ma nel frattempo? Che si parli di una relazione, di un lavoro, di salute o di qualsiasi altra cosa ci vuole tempo per raggiungere qualsiasi tipo di obiettivo. Quando si stabilisce un obiettivo si dovrebbero stabilire anche dei paletti che ci devono far scattare il campanello d’allarme e farci desistere dal continuare a perseguire quell’obiettivo.
Inoltre gli obiettivi andrebbero rivisti periodicamente per adattarsi ai nostri cambiamenti e a quelli del mondo che ci circonda perché tutto cambia, noi compresi, che lo vogliamo o meno. Già solo di crescere ci fa cambiare notevolmente le priorità che ci diamo: a 20 anni abbiamo delle priorità, a 40 non saranno sicuramente le stesse. Rifletti su dove eri e come pensavi a 15 anni, poi a 20, a 25, a 35 e così via. Quante volte hai aggiunto o tolto priorità? Ecco ora torniamo al discorso degli obiettivi e del lasciare stare e ripensa all’Everest. Quante volte ti sei trovato/a a “scalare l’Everest” e rimanere bloccato/a senza via di scampo? A me è successo un po’ di volte in modo figurato e per fortuna sto evolvendo e riesco sempre meglio a cogliere i segnali che mi dicono “lascia perdere”.
Il Valore Atteso e gli "a meno che"
Ho imparato a mettere da parte l’orgoglio, che è la mia prima causa di guai in cui mi sono cacciato, ma credo che un po’ tutti in un modo o nell’altro ci passano. Poi ho imparato a calcolare sempre meglio il valore atteso. Questo libro mi ha dato una definizione che prima non avevo e ora so che molte scelte le ho prese perché mi aspettavo un valore atteso per me alto (inteso come la probabilità che un risultato si verifichi moltiplicata per il valore di quel risultato). Ti invito ad approfondire questo aspetto del valore atteso se non sei abituato/a a farlo come lo ero io.
Poi ti invito a ripensare i tuoi obiettivi in modo più elastico e aggiungere degli “a meno che” come suggerisce l’autrice del libro. Se ne avessi usati alcuni non avrei fatto alcuni errori, niente di mortale, ma potrei aver mollato cose con poco valore per dedicare tempo ed energie a cose con più alto valore.
Ovviamente gli esempi più semplici da fare sono quelli relativi ad aspetti facilmente misurabili come il cambio di un lavoro, mentre se parliamo ad esempio di relazioni la faccenda si complica. Ma posso dirti che anche lì sono riuscito a darmi “valori” imprescindibili per me in una relazione. Non sto a spiegarli qui perché sono davvero molto personali, ma credo che ognuno dovrebbe trovare i suoi “paletti” sentimentali, non solo per se stessi, ma soprattutto per chi ci sta vicino perché sono convinto che quando si sta bene con se stessi si possa far stare ancora meglio chi ci circonda. Credo fortemente che sia tutto collegato e ne va della qualità della propria vita.
Torniamo però a un esempio più spiegabile come il cambio di un lavoro. Anche se tanto semplice nel concreto non è, ma sicuramente ci sono parametri più misurabili come RAL (o utile/profitto per un imprenditore o freelance), orari, qualità ambiente di lavoro (già più difficile da misurare), prospettive di crescita (anche qui non sempre facilmente misurabili) ecc.
Pur avendo letto solo ora questo libro, mi sono ritrovato simile all’autrice che da accademica si è ritrovata a giocare a poker a livello professionale. Ovviamente il mio percorso è stato diverso dal suo, come lo è sicuramente dal tuo, ma posso dirti che la creazione di un piano B parallelo è quello che ti aiuta a affrontare la decisione di lasciare perdere in modo più oggettivo (avendo aggiunto degli “a meno che” negli obiettivi come segnali di resa e essere riuscito a riadattarli col passare del tempo e delle aspettative personali).
La saggezza delle formiche
E a questo proposito voglio lasciarti l’ultima riflessione che fa l’autrice nel libro e cioè il perché le formiche seguono tutte le altre formiche, ma non lo fanno mai tutte indistintamente. Ci sono alcune formiche che non seguono volutamente le altre perché il cibo a cui puntano tutte può svanire da un momento all’altro e se queste esploratrici ne trovano altro la colonia è salva e può continuare a prosperare. E le formiche sono su questa terra da milioni di anni quindi hanno molto da insegnarci, se noi sappiamo cogliere. E questo vale anche per gli obiettivi che ci accecano, nascondendoci strade migliori da percorrere se solo non diventiamo miopi seguendo un’unica strada.
Insomma anche qui ti ho fatto fare un giro sulle mie montagne russe, ma spero che in qualche modo ti abbia incuriosito a leggere questo libro, che secondo il mio modesto parere, ha davvero molto valore. Mi sono ritrovato in molte situazioni che descrive l’autrice e credo che chiunque di noi ci si possa riconoscere in alcune e magari vedere un’altra prospettiva possa aprire gli occhi su nuove opportunità.
Per me il piano B è quello che stai leggendo. E’ diventata la mia passione e quello che mi piace fare quando ho tempo libero come oggi 31/12/2025 dopo aver finito di leggere questo libro. Non so dove mi porterà questa mia passione, ma è un hobby che mi piace quindi solo per il piacere di farlo continuerò. Magari sarà l’ultimo articolo o magari ce ne saranno altri 1000. Questo ancora non lo so, ma ti ringrazio di essere arrivato fino qui.
Spero veramente di averti lasciato qualcosa e che continuerai a leggere i miei articoli. Ti auguro uno splendido 2026, che possa portarti dove vuoi andare veramente. Alla prossima.